Movimento Marina Silva

In Brasile, un’ex-ministra sfida i piani di Lula [dal giornale francese Le Monde/25 Agosto 2009]

Marina Silva potrà disputare la presidenza nel 2010. Niente sembra trattenere Marina Silva. Nè la sua fragile salute, nè le sfide di uma futura campagna presidenziale com la sigla di um partito “esiguo”. Abbandonando il Partito dei Lavoratori (PT), dove lei militò durante 30 anni, l’ex-ministra del Medio Ambiente decise tentar conquistare la presidenza brasiliana, per invito del Partito Verde, che vuol fare di lei la sua candidata alle elezioni del 2010.
La sua adesione al PV sara ufficializzata soltanto nel 30 agosto, durante la convenzione del partito, ma l’ipotesi della sua candidatura già agita lo scenario politico, dove era imminente um nuovo confronto elettorale tra il PT ed il PSDB.
Membro-fondatrice del Partito dei Lavoratori nello stato dell’Acre, Marina Silva riassunse in uma lettera perchè abbandonò la sua “casa política”: la mancanza di volontà per difendere l’ecologia.
Gli stessi motivi la indussero a lasciare il governo del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, nel maggio del 2008, dopo cinque anni e mezzo di partecipazione. Lei scoprì subito i limiti della sua missione, dovendo autorizzare le coltivazioni transgeniche o i cantieri di lavori che devastano la foresta amazzonica. Tuttavia lei può lottare contro il deforestamento, aumentare i parqui protetti e incoraggiare lo sfruttamento sostenibile della vegetazione tropicale. Iniziative che dovranno far parte del suo programma elettorale.
Figlia dell’Amazzonia, companha di lotta del sindacalista militante Chico Mendes, assassinato nel dicembre del 1988, Marina Silva si dedica com passione ad uma causa che riscosse l’attenzione Internazionale. Lei ricevette molti premi all’estero per il suo lavoro.
Eletta al Senato nel 1994, lei spera che la sua adesione al Partito Verde faccia in modo che sia meglio ascoltata. Anche se i Verdi sono um partito modesto legato alla coalizione del governo, e che ha solo da guadagnare com l’arrivo di Marina Silva. Secondo alcuni simpatizzanti, come il ministro della Cultura, Juca Ferreira, il PV si allontanò dall’ecologia e ha grande bisogno di uma “riforma radicale”. L’ex-ministra è attesa col suo gruppo per formulare “un progetto di sviluppo per um Brasile sostenibile”, nel quale l’ecologia starà al centro della politica governativa.
Malgrado il 3% di opinioni favorevoli che le sono attribuite nel primo sondaggio di opinione in cui appare, Marina Silva vanta già il rispetto dei brasiliani, che ammirano “la sua storia nello stile di Lula”, ex-operaio metallurgico e sindacalista che divenne presidente.
Nata nel 1957 in um campo di estrazione di lattice, da uma famiglia di undici figli, lei fu servetta prima di essere alfabetizzata, nell’adolescenza, e quase entrò in um convento prima di aggregarsi alla causa ecologica e di evangelizzarsi. La sua traiettoria esemplare di militante legata ai movimenti sociali potrà incomodare Dilma Rousseff, la ministra che il presidente Lula vorrebbe vedere come sua succeditrice, e che attualmente è sotto cura per um cancro del sistema linfático.
Nel governo, le due donne avevano punto di vista opposto sull’ecologia. Responsabile per il programma di sviluppo di infrastrutture del paese, il PAC, Rousseff si mostrò disposta a sacrificare la natura in nome della crescita.
Dibattito sull’etica del PT.
“Marina non incomoderà Dilma, dato che l’elettorato del PT è molto fedele al partito”, garantì Lula in fine settimana, durante um viaggio all’Amazzonia. Ma lo svincolamento di Marina occorre in um fine settimana difficile per il partito al potere. Adocchiando le future questioni elettorali, il presidente Lula obbligò ul PT a difendere José Sarney, il presidente del Senato e alto dignitario del partito centrista PMDB. Um voto di salvezza nel Congresso permise eludere le questioni che da mesi segnalano le pratiche politiche sospette della famiglia Sarney. I dibattiti turbolenti sull’etica di um PT che anticamente disprezzava il clan Sarney, provocarono rotture e l’uscita di um senatore, Flavio Arns.
La stampa conclude che “il PT è in crisi”. Ma, senza dubbio, bisogna rammentare che um anno prima della sua brillante rielezione nell’ottobre del 2006, Lula e il suo partito erano implicati nello scandalo del fondo nero del PT, il cosidetto “mensalão”, che aveva disperso il gruppo di fedeli e ministri prossimi al presidente brasiliano.

Firmato: Prof. Miguel Lunetta

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